
Stress da lavoro e
conciliazione vita-lavoro
Strumenti concreti per prevenire
burnout e disorientamento
Nel mio lavoro non vedo solo curriculum o processi organizzativi ma vedo anche e soprattutto persone: quello che incontro sempre più spesso non è incompetenza, ma ansia da prestazione!
Persone capaci, preparate, con ruoli di responsabilità che però arrivano dicendo:
- “Non so più se sono solo stanco o se sono nel posto sbagliato.”
Questo è il punto critico: non è ancora burnout, è disorientamento. E' qui che si può intervenire davvero!
Facciamo chiarezza: stress e burnout non sono la stessa cosa
Lo stress è la condizione in cui si trova una persona quando, ostacolata in modo permanente o temporaneo, diretto o indiretto, nella soddisfazione dei propri bisogni e aspirazioni, risponde alla situazione con uno stato di tensione emotiva, di esaurimento fisico, stanchezza, irritabilità.
Quando questa condizione oggettivamente si verifica sul luogo di lavoro, si fa riferimento al termine “Stress lavoro-correlato”, che, secondo l’Accordo Europeo dell’8 ottobre 2004, è definito come “uno stato, che si accompagna a malessere e disfunzioni fisiche, psicologiche o sociali che consegue dal fatto che le persone non si sentono in grado di superare i gap rispetto alle richieste professionali o alle attese nei loro confronti”.
Ma prima ancora delle norme, c’è una verità più semplice: quando il lavoro diventa insostenibile, non perdiamo solo efficienza ma perdiamo anche lucidità, presenza, qualità relazionale e senso.
Il problema è che lo stress non resta mai in ufficio o all’interno della tua attività professionale, ma rientra a casa con noi.
Come Consulente HR e Consulente di Carriera, accompagno professionisti e aziende in un punto molto preciso: rendere il lavoro sostenibile nel tempo.
Perché la vera sfida oggi non è lavorare di più, è lavorare senza perdere il proprio ben-essere.
Segnali di burnout: i micro-segnali da riconoscere prima che sia tardi
Il burnout non arriva all’improvviso ma è il risultato di segnali ignorati per mesi, a volte per anni.
Il burnout è una condizione associata allo stress lavoro correlato, anche secondo la definizione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità.
E’ un insieme di sintomi, viene causato dallo stress cronico gestito senza successo sul posto di lavoro e si riferisce esclusivamente all’attività lavorativa. La sindrome da burnout può colpire qualsiasi tipo di categoria di lavoratori, ma è più frequente tra le professioni “di aiuto”, ossia medici, infermieri, insegnanti, OSS etc”.
Alcuni esempi concreti che vedo ogni giorno nei percorsi di coaching:
- la mail controllata alle 23.00
- il telefono sul comodino “per sicurezza”
- la mandibola spesso serrata
- la cervicale che si infiamma
- la domenica vissuta come anticamera del lunedì
Uno dei clienti che ho seguito in Consulenza di carriera, controllava le email alle 3 del mattino, non per reale urgenza ma per paura di essere percepito come poco impegnato.
Qui lo stress non è carico di lavoro, è identità, autostima, confini che non ci sono più.
Quando non mettiamo un limite tra noi e il ruolo, il ruolo occupa tutto lo spazio.
Conciliazione vita-lavoro: perché oggi è più difficile
Lo smart working e la reperibilità costante hanno trasformato il modo in cui viviamo il lavoro: da un lato la possibilità di connetterci da qualsiasi parte del mondo ma dall’altro il confine fisico è scomparso.
Viviamo in una conflittualità continua:
- siamo a casa ma con la mente alle mail
- siamo al lavoro ma preoccupati per la gestione familiare
Questo pendolarismo emotivo è logorante e spesso, se non abbiamo consapevolezza dell’importante di prenderci cura del nostro benessere professionale, a lungo andare non permette recupero.
Non è solo stanchezza ma è carico mentale cronico.
La conciliazione reale non significa fare tutto insieme ma esserci davvero.
Stress lavoro-correlato: quando le richieste superano le risorse
Lo stress nasce quando le richieste percepite superano le risorse disponibili.
Le richieste che senti di dover gestire possono essere:
- carico di lavoro
- aspettative elevate
- reperibilità costante
- pressione performativa
- conflitti di ruolo
Le risorse da mettere in gioco tutti i giorni possono essere:
- autonomia decisionale
- supporto del team
- chiarezza organizzativa
- confini definiti
- competenze emotive
Quando questo equilibrio si rompe, il sistema nervoso resta in modalità “allerta” e non c’è più reale produttività ma sopravvivenza.
Nel lungo periodo questo stato riduce la concentrazione e la capacità decisionale, unita alla creatività che diventa sempre più scarsa e la qualità delle relazioni che ci circondano.
La gestione dello stress è multilivello
Parlare di benessere lavorativo quindi significa parlare di sostenibilità cioè di un equilibrio da allenare tra tre livelli:
1. Livello organizzativo
Struttura, carichi, chiarezza di ruoli, cultura aziendale.
2. Livello emotivo
Ansia da prestazione, senso di adeguatezza, paura di deludere.
3. Livello fisiologico
Sistema nervoso in allerta cronica, sonno disturbato, tensione muscolare.
Non possiamo intervenire solo su uno di questi piani perchè è l’integrazione che fa la differenza.
La Mindfulness come strumento professionale
Molti associano la pratica della Mindfulness a qualcosa di astratto o spirituale ma in realtà è un allenamento dell’attenzione.
Personalmente nei percorsi aziendali ed in quelli di Career Coaching porto sempre il mio approccio come Facilitatrice Mindfulness perchè queste pratiche sono sostenute da solide evidenze scientifiche che ne attestano l'efficacia nel ridurre stress, ansia e depressione, grazie alla capacità di modificare le reti neurali legate alla regolazione emotiva.
I Principali Benefici Confermati Scientificamente (grazie a pratiche formali ed informali):
- Salute Mentale: Efficace nel ridurre i sintomi di ansia, depressione e prevenire ricadute depressive (MBCT).
- Riduzione dello Stress: Abbassa i livelli di cortisolo e migliora la gestione degli stressori
- Effetti Fisici: Migliora la qualità del sonno, rafforza il sistema immunitario e aiuta nella gestione del dolore cronico.
Dal punto di vista neuroscientifico, questa pratica aiuta a ridurre l’attivazione cronica del sistema di allerta cioè interrompe la modalità “urgenza continua”.
Facciamo un esempio: immagina la mente come uno smartphone con troppe app aperte, ogni app consuma batteria.
La Mindfulness non spegne il telefono ma chiude le app inutili aiutandoti grazie al respiro consapevole e la gestione dei pensieri, a stare solo sul presente.
Quindi se la qualità della nostra vita dipende dalla qualità della nostra attenzione anche la qualità della nostra carriera dipende dalla capacità di restare presenti nelle decisioni.
Quando serve cambiare direzione (e quando no)
Non tutte le situazioni professionali stressanti richiedono un cambio lavoro.
Molte persone non hanno bisogno di cambiare azienda ma hanno bisogno di cambiare il modo in cui stanno nel lavoro.
Al contrario, quando il lavoro diventa incompatibile con:
- i propri valori
- la propria salute mentale
- la propria fase di vita
allora serve ridefinire la direzione!
Quella scelta va fatta con lucidità, non nel pieno dello stress quando non abbiamo la lucidità di prendere in mano la nostra vita perchè siamo in “over”, per questo è fondamentale intervenire prima che il disorientamento diventi cinismo o esaurimento.
I segnali sentinella da riconoscere
Ognuno ha un proprio “segnale sentinella”, secondo la mia esperienza come Consulente Risorse Umane e Career coach alcuni possono essere:
- la domenica con il groppo in gola
- l’irritabilità costante
- l’insonnia
- la perdita di motivazione
- il senso di vuoto
Il mio lavoro è aiutare le persone a leggere quell’indicatore prima che diventi un allarme rosso.
Lo stress non è un nemico, è un indicatore da prevenire.
Ci dice che qualcosa va riequilibrato: il carico, le aspettative, i confini… o a volte la direzione.
I 3 take away per iniziare subito
- Regalati un minuto di silenzio prima di entrare in casa e scegli come chiudere la giornata lavorativa,
- Smetti di fare tre cose insieme quando l’ansia sale,
- Riconosci il tuo segnale sentinella prima che diventi burnout.
Non servono rivoluzioni, servono piccoli gesti consapevoli ripetuti nel tempo.
È così che si costruisce una carriera sostenibile e una vita che non sia una rincorsa continua.
Per aziende e titolari
Prevenire lo stress lavoro-correlato non significa “fare welfare”. Significa:
- prendersi cura della performance dei collaboratori
- sviluppare un clima interno di fiducia
- allenare la retention
- sviluppare una leadership sostenibile e gentile
Un team cronicamente sotto stress non è più innovativo, è solo reattivo.
Lavorare sulla sostenibilità del lavoro significa investire nel benessere organizzativo.
Se ti riconosci
Lo stress non è un fallimento personale, è un segnale che richiede un supporto. Se viene ascoltato in tempo, diventa un punto di svolta.
Se ti riconosci in questi segnali, possiamo parlarne insieme. Contattami per capire come posso aiutarti a ritrovare equilibrio e benessere nella vita professionale con un percorso di Career Coaching Talea per il benessere professionale.
Puoi trovare tutte le informazioni qui e scrivermi per un incontro conoscitivo
Puoi scoprire i miei percorsi di coaching individuale Talea qui e aziendale qui.
Con cura,
Francesca Viperli
www.francescaviperli.it
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